Zanzare tra Falsi Miti e Verità

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In un periodo caratterizzato dalle fake news e dall’imperversare delle leggende metropolitane, potevano mancare i falsi miti sul peggiore tormento delle nostre serate estive: le zanzare?

Qualche settimana fa vi abbiamo parlato delle zanzare e di come il “sangue dolce” sia una leggenda metropolitana. Oggi parliamo di altri falsi miti e che citcondano questo fastidiosissimo insetto che rende insopportabili le serate estive.

Una questione di biologia

Ripartiamo dalla biologia delle zanzare: questi insetti si affidano principalmente al loro olfatto per individuare la preda (cioè voi e i vostri amici mentre cercate di godervi una serata tranquilla!) e sono dotati di raffinatissimi sensori per rilevare la presenza di anidride carbonica che gli esseri umani e gli animali emettono durante l’espirazione.

Le zanzare si affidano anche ad altri recettori che per esempio identificano l’acido lattico e tutte le sostanze che formano il “bouquet” aromatico che la pelle umana produce e che attrae mortalmente le zanzare o al calore prodotto dal corpo umano.

Questione di gusti

Avevamo spiegato come alcuni tra i fattori che attirano maggiormente le zanzare siano il gruppo sanguigno (con il gruppo 0 maggiormente colpito) e l’anidride carbonica prodotta dalla pelle, legata ad un alto tasso di colesterolo nel sangue che rende vittime persone in sovrappeso, donne in attesa di un bambino o sportivi, che sommano all’anidride carbonica emessa anche l’odore dell’acido lattico prodotto nei muscoli durante lo sforzo e la temperatura corporea più alta.

Parliamo ora del microbiota della pelle. Con il termine microbiota si intende l’insieme di tutti i batteri e funghi che si trovano sul derma, nei pori e nei follicoli piliferi e la cui composizione dipende soprattutto dall’ambiente in cui si vive e dal proprio stile di vita. Uno studio ha evidenziato come l’insieme di sostanze chimiche emesse dal microbiota sia un fattore cruciale nella scelta predatoria delle zanzare e sembra che i batteri più prelibati siano i Brevibacterium, i Corynebacterium e gli stafilococchi.

Zanzare: falsi miti
Una zanzara affonda il suo pungiglione nella pelle di un ospite. Fonte Centers for Disease Control and Prevention’s Public Health Image Library.

Altro fattore importante è l’alimentazione: oltre alla presenza di colesterolo nel sangue che attira le zanzare, studi scientifici hanno dimostrato che anche l’alcol aumenta la probabilità di diventare il bersaglio preferito delle zanzare, anche se i ricercatori non hanno ancora identificato la fonte che genera questo comportamento. Le due teorie più accreditate ipotizzano che l’assunzione di alcool porti a sudare di più o che aumenti la temperatura corporea.

Anche l’occhio vuole la sua parte

 Anche il colore dei nostri vestiti gioca un suo ruolo, in quanto le zanzare si affidano anche alla vista e indossare capi di colore scuro potrebbe aiutare a camuffarsi durante le ore serali. Da sfatare assolutamente il falso mito della luce che attirerebbe le zanzare, perché le zanzare non ne subiscono l’effetto, e degli ultrasuoni, perché questi insetti non sono infastiditi dalle frequenze.

Parzialmente vero il fatto che il fumo di sigaretta infastidisca questi insetti anche se la protezione è solo temporanea e limitata, così come l’effetto repellente di alcuni tipi di piante come lavanda o geranio o l’ingestione di aglio: meglio irrorarlo. E i pipistrelli? Il loro effetto di prevenzione dalle punture è reale ma copre solo nelle ore serali.

Stefano Pellone

Bibliografia:

Infozanzare, sito dedicato all’informazione e alla documentazione relativa alle metodologie di lotta e prevenzione contro le Zanzare, Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Jason Pike, Mosquito Host Attractants, su Entomology Courses. Chemical Ecology EN 570, Colorado State University, 2000.

Alcohol ingestion stimulates mosquito attraction. Shirai O1, Tsuda T, Kitagawa S, Naitoh K, Seki T, Kamimura K, Morohashi M.

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